venerdì 25 luglio 2014

Brava Cinzia, ottimo lavoro!

Sarà capitato anche a te , immagino. Anche se la tua casa non è un bed and breakfast il momento prima o poi arriva per tutti: è ora di imbiancare o, come dicono i miei amici liguri, dare il bianco...
Come tutti i lavori che provocano un cambiamento imbiancare è contemporaneamente faticoso e stimolante, impegnativo e creativo, bello e brutto!
Dare il bianco in se mi piace, il lavoro di preparazione prima e pulizia dopo invece  non lo amo particolarmente.
Scegliere il colore, immaginarlo ambientato con qualche tocco nuovo è bello e stimolante, realizzare il tutto, affrontando  contrattempi, errori e, a volte, delusioni be, potendo lo eviterei.
Se poi la stanza da rinnovare è anche una camera del bed and breakfast i pensieri ed i timori aumentano. Niente di troppo grave, tranquillo, ma un carico sufficientemente stressante da portarmi a rimandare, rimandare, rimandare fino a qualche settimana fa... La camera in questione è La Piccola: ( perchè mai l'avremo chiamata così?) negli anni è passata da un giallo chiaro ad una tonalità più "solare"...per una serie di motivi  di gusto personale ma anche di praticità. 
Ecco come si presentava fino a qualche settimana fa,  in versione letti gemelli.



Devo confessarti che mi è sempre piaciuta molto, la trovavo allegra ed accogliente...In cuor mio pensavo sarebbe sempre stata gialla!
Alla notizia però che avrei imbiancato, parenti ed amici hanno iniziato a proporre cambiamenti, colori, soluzioni...verde, azzurro, tortora ... e via di questo passo. Alla fine sono andata in confusione e  ho scelto un colore che nessuno aveva proposto e che probabilmente, con la sua semplicità e luminosità, mi è particolarmente congeniale in questo periodo della mia vita. Il Bianco
Eccola, in versione matrimoniale ed estiva!  Personalmente mi piace molto, la trovo rilassante e fortunatamente anche la reazione degli ospiti, quando entrano per la prima volta, è positiva.
E tu? Cosa ne dici? Ti piace? Posso dirmi:" Brava Cinzia, ottimo lavoro!"?.




venerdì 18 luglio 2014

Tu di che English sei?

Facendo questo lavoro un minimo di English bisognerebbe conoscerlo. Io parlo un English scolastico, povero di vocaboli, ne sono consapevole, ma sono piuttosto brava a capirlo e riesco a sostenere un minimo di conversazione su argomenti semplici. O almeno così ho sempre pensato, fino a due giorni fa.
In questi anni ho ospitato persone di tutto il mondo, con qualcuno è stato più facile, con altri più complicato, ma me la sono sempre cavata.
L'altro giorno è arrivata direttamente dall'Australia la giovane Kate, 24 anni, splendida, energica e sorridente.
Ho subito capito che qualcosa non andava...Good evening a parte non capivo nulla di quello che diceva! Niente, nemmeno una parola del suo English dalla quale dedurre (come ripeteva sempre il mio insegnante) un contesto....niente. Sono rimasta, e proprio il caso di dirlo, senza parole. Ripetevo continuamente :"Sorry, I don't understand...may you repeat please?" E lei che ripartiva ed io uguale, il nulla...Oh, my god!  


Chiaramente in qualche modo ho fatto, lei non ha battuto ciglio e non ha mai mostrato di capire le mie difficoltà ne tantomeno ha rallentato o sillabato meglio le parole...ha continuato imperterrita con il suo English.
E' rimasta solo una notte ed il giorno seguente, ieri, aspettavo un'altro ospite starniero, questa volta U.S.A. Confesso che un filo d'ansia l'avevo quando sono andata a prenderlo in aeroporto. La mia difficoltà con Kate aveva dato un colpo pesante alla mia autostima. 
Ed eccolo che arriva, Nathan, altissimo e sorridentissimo e subito, dal primo scambio di saluti scopro che è tutto un altro English ! Capisco benissimo, parlo splendidamente (almeno così mi sembra) lui capisce e risponde...uno spettacolo. Nel breve tragitto da Malpensa a casa riesco anche a raccontargli di Kate e del suo incredible English e ne ridiamo insieme...
Il mio ego si ripiglia e mi sorge spontanea la domanda: quanti English ci sono? Quanti modi di parlare English ? Immagino infiniti,  come infinite sono le persone e le caratteristiche di cisacuna. Grazie a Kate ho capito che dovrò sicuramente lavorare sul mio English ma Nathan mi ha rassicurato sul fatto che non parto proprio da zero, qualcosa ne so, di English. E tu? Di che English sei? Raccontami dai...In English se ti va...



giovedì 10 luglio 2014

Oggi vado fuori tema: ScenAperta Estate 2014

Si, oggi vado fuori tema! 
Immagino il tuo sguardo interrogativo: in che senso fuori tema? Avevi una traccia? 
Ebbene si, confesso che c'è l'avevo...c'è l'ho ancora: Questa casa è un Bed and Breakfast vorrebbe raccontare e raccontarti, di me, del mio quotidiano vivere in una casa, la mia, che è anche un bed and breakfast. Fatti, emozioni, problemi, gioie e di tutto di più di questa ma vita "sempre aperta" proprio come il mio B&B.
Ma oggi vado fuori tema perchè domani, a due passi da casa, ci sarà un'interessante spettacolo teatrale e te ne vorrei parlare.


La rassegna è ScenAperta Estate 2014 e domani, alle 21, in Piazza Mazzini a Cardano al Campo, ci sarà lo spettacolo :" ... per ora rimando il suicidio" un omaggio a Fo, Gaber e Jannacci.
In scena un'attrice che ha lavorato per anni con Dario Fo, Marina De Juli, un musicista polistrumentista Francesco Rampichini, ed un chitarrista Andrea Cusmano.
Cantano, suonano e ci raccontano l'Italia di oggi e di ieri, attraverso la musica, le parole e l'umorismo di Fo, Jannacci e Gaber. Cominci a capire perchè ho deciso di andare fuori tema?
Dimenticavo, lo spettacolo è gratuito...Direi che non ci sono scuse: ci vediamo domani.



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martedì 1 luglio 2014

La prima domanda dei miei ospiti è...?

In queste settimane estive, più che in altri periodi dell'anno, mi capita di ospitare persone di tutto il mondo. Americani, espansivi, estroversi, socievoli e un pò ingenuotti. Indiani (dell'India) riservati, discreti, di pochissime parole e con le loro "originali" usanze ( ma tu lo sapevi che dormano sopra le lensuola?). Australiani, gentilissimi, curiosi, ecologisti ed attenti all'alimentazione (viaggiano con i loro prodotti alimentari....). Insomma, di tutto un pò.
Ma la cosa strana che stò constatando è che, qualunque sia la loro provenienza, età, stato civile o sociale, la prima domanda che mi fanno entrando in camera è la medesima:
" Avete il wi-fi, vero? Posso avere la password?" ... " May I've the wi-fi password?"

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Lo fai anche tu? In realtà le domande classiche sono rimaste, ma vengono dopo...non sono più prioritarie. Prioritario è per tutti connettersi  o riconnettersi con il loro mondo, quello che hanno lasciato a casa ma dal quale non vogliono, a volte non possono, staccarsi. 
Confesso che ogni volta attendo con ansia che cerchino la rete e si colleghino, passaggio niente affatto scontato quando offri ospitalità in una casa, che è anche bed and breakfast, ma sempre casa rimane, con la sua rete domestica e tutti i limiti che spesso comporta.
Quando vedono la rete e si collegano si rilassano, si guardano intorno, un pò ansiosi di controllare mail e quant'altro, un pò cuoriosi di scoprire la camera...e partono le domande classiche, le curiosità ed i biosgni di ciascuno...e questi sono diversi, a volte anche molto, in base all'età, alla provenienza, ecc. ecc.... Queste te le racconterò prossimamente...Ormai siamo connessi!